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Terme dei Papi: un marchio storico

10 Febbraio 2020

TERME DEI PAPI

VITERBO

Strada Bagni 12

Tel: 0761 3501
web: www.termedeipapi.it


Protagoniste indiscusse alle Terme dei Papi sono le risorse naturali come l’Acqua Termale della Sorgente Bullicame e il Fango Naturale dal laghetto del Bagnaccio, estratto vergine e mai rigenerato, arricchito per millenni di elementi organici e inorganici preziosi e utilizzato in esclusiva dalle Terme dei Papi.
Le Terme dei Papi offrono il piacere di immergersi nella Monumentale Piscina Termale di oltre 2000 mq, alimentata esclusivamente con acqua termale della sorgente Bullicame: un bagno tonificate prezioso per la cura della pelle sia in inverno sia in estate.
La Grotta Naturale rappresenta un trattamento unico nel suo genere: un bagno turco naturale dove cascatelle di acqua sorgiva alla temperatura di 58°C riscaldano e saturano l’ambiente di vapori benefici.
Il vostro viaggio non si ferma qui, ma continua nella scoperta dei numerosi trattamenti benefici per la salute del corpo e della mente.
Momenti da sogno da condividere anche con la persona amata.

Le acque termali delle Terme dei Papi, tra le più preziose e vaste d’Italia, sono sinonimo di salute e benessere fin dall’antichità.

LE TERME ROMANE
Le vestigia delle terme romane si estendono per undici chilometri lungo l’antica via Cassia, alla periferia di Viterbo, assumendo particolare rilevanza in prossimità delle tre principali aree termali: Aquae Passeris, Paliano e, la più importante, Bullicame. Ampie documentazioni testimoniano il grande rilievo che la zona termale del viterbese ricopre fin dai tempi più antichi, come attestano gli scritti di Strabbone, Tibullo, Simmaco, Marziale e Scribonio Largo, medico dell’Imperatore Tiberio.

I FASTI PAPALI
In epoca medievale le terme divennero meta privilegiata di molti pontefici. È con Papa Gregorio IX, nel 1235, che ha inizio l’epoca dei fasti papali. Papa Bonifacio IX, nel 1404, accolse l’invito dei priori di Viterbo per curarsi con le acque e i fanghi i “gravi dolori delle ossa”.

IL BAGNO DEL PAPA
Le Terme si chiameranno “dei Papi” soprattutto per l’intervento di un terzo pontefice: Niccolò V. Egli trovò tale beneficio nelle cure dei suoi mali con queste acque, che nel 1450 fece costruire sul posto uno splendido palazzo, così da potervi soggiornare in caso di necessità. Quella costruzione dalle mura merlate, le belle finestre a croce e le sale ricoperte da grandi volte, si chiamò da allora il “Bagno del Papa”. In seguito, Papa Pio II promosse altri lavori di ristrutturazione e ammodernamento dell’importante edificio termale.

NELLA MEMORIA DI DANTE E MICHELANGELO
Di grande valore sono le testimonianze di poeti e artisti importanti. Nella Divina Commedia Dante Alighieri ricorda più volte il Bullicame ed in particolare nel XIV canto dell’Inferno: “Quale del Bulicame esce ruscello che parton poi tra lor le peccatrici tal per la rena giù sen giva quello …” vv. 79-81
Michelangelo Buonarroti, passando dai Bagni di Viterbo in uno dei suoi viaggi a Roma (tra il 1496 e il 1536), fu colpito dalla bellezza delle Terme e ne fece due disegni a penna, che attualmente si trovano presso il Museo di Vicar de Lille in Francia.